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Considerazioni

Considerazioni di un presidente di una piccola sezione dell’Associazione Radioamatori Italiani

L’ultima riunione del Comitato Regionale Calabria  ARI ha evidenziato dati assolutamente allarmanti.
Le Sezioni di CETRARO(3 soci), PALMI (9 soci), PIZZO(4 soci), VILLAPIANA(6 soci) e CROTONE (1 socio) sono state sospese per numero sufficiente di iscritti.

E’ l’anticamera della chiusura:
A fine anno, a meno di una assai improbabile inversione di tendenza, spariranno.

E noi che facciamo? NIENTE.
Nel frattempo altre sezioni si aggiungeranno all’elenco di cui sopra….

Quasi tutte le altre Sezioni sono in calo di iscritti.

In controtendenza è nata una nuova Sezione (Amantea), ma non c’è molto da gioire: i soci provengono da altre Sezioni che quindi hanno diminuito i loro…

Secondo i dati delle iscrizioni 2013, rispetto al 2012, il calo, in Calabria sembra sia stato ben oltre il 40%.

Non ho i dati relativi ad altre regioni ma credo che in totale, in Italia, il trend sia assolutamente negativo.

Cosa dobbiamo fare? Assistere passivamente a questo disgregarsi della nostra Associazione ?

Come presidente di una piccola Sezione (Polistena) credo sia il momento di pretendere un’azione coraggiosa da parte del Consiglio Direttivo Nazionale.

Che cosa fare ?
Quanto chiesto e richiesto negli ultimi anni:
1) una profonda modifica dello statuto e delle modalità e tipologie di servizi da offrire ai soci;
2) Tagli delle spese drastici su tutto quanto si è dimostrato poco produttivo sia economicamente che in appetibilità da parte dei soci.
3) Eliminazione di tutta l’eccessiva burocrazia, a Cominciare dai Comitati Regionali;
4) Chiarezza sul compito dei Radioamatori in campo di “Radiocomunicazioni di emergenza.

Molti dei suddetti punti sono ancora dei veri e propri TABU:
a) Guai a parlare di Radio Rivista Telematica;
b) Guai a parlare di Quote differenziate;
c) Guai a parlare di collaborare con CISAR, ERA, ARS ecc. ecc.

MA PERCHE’ ? IL DESIDERIO E’ SOLO QUELLO DI FARE RADIO, NEI VARI MODI CHE TALE ATTIVITA’ CI PERMETTE DI DIVERSIFICARE:
– AUTOCOSTRUZIONE
– RADIOCOMUNICAZIONI DI EMERGENZA
– CONTEST
ecc. ecc

E’ chiaro, evidente e sotto la luce del sole perchè i soci se ne vanno: non ritengono adeguati i costi da sostenere in relazione ai servizi ricevuti e non sono soddisfatti delle decisioni prese ai vertici (come ad esempio l’idea GENIALE di modificare le quote per i soci familiari).

Molti sono letteralmente “schifati” dalla gran mole di denunce, controdenunce e cosi via all’interno dell’associazione…

Ho sentito alcuni dire: queste sono le regole, questa è l’associazione : se non ti piace rispettarle vai altrove.

Sono iscritto all’ARI da quasi 25 anni e fare un passo del genere mi costerebbe molto: alla fine non si tratterebbe di una scelta ma di una conseguenza inevitabile..

Se la mia sezione chiuderà perchè al prossimo 1 gennaio 2014 non ci sarà più un mumero sufficiente di iscritti (come appare probabile oggi) cosa dovrò fare ?

Mi guarderò intorno verso le altre Sezioni ARI: Gioia Tauro non esiste più da tempo, Palmi sta chiudendo, Pizzo è praticamente sparita.

Guarderò allora un poco più in là, ma fino a dove ?
Per poterci riunire dovremo fare chilometri e chilometri ?

No, la soluzione non è questa, ma quella di creare una inversione di tendenza che riavvicini i soci..

Purtroppo sembra che tale evenienza non interessi NESSUNO, all’interno dell’ARI.

Fin quando ho potuto (e lo sto facendo ancora)  ho cercato di diffondere la cultura del radiantismo tra i giovani ma, oggi mi VERGOGNO di dire ad un giovane qual’è la reale situazione all’interno dell’Associazione Radiamatori Italiani:
– Consiglio Direttivo e Collegio dei sindaci ai ferri corti e che si diffidano a vicenda;
– Rapporti con Protezione Civile nel Caos con denunce per materiale che non si trova;
– Richieste di risarcimento da parte di soci espulsi ingiustamente…
ecc. ecc. ecc

La “Radio nelle scuole”?
Attualmente, anche se nessuno lo scrive, su Radio Rivista, è un progetto  che non ha avuto assolutamente il supporto che meritava… il sottoscritto, coordinatore nazionale dello stesso si aspettava BEN ALTRO dall’attuale consiglio Direttivo.

Qual’è il senso di questa mia riflessione?
Non essendo in periodo elettorale, nessuno potrà strumentalizzare questo mio intervento..
Vorrei solamente continuare a fare il radioamatore, ma non come un eremita, in casa, per il mio DXCC e con le mie QSL, vorrei continuare a fare il radioamatore ASSIEME agli altri radioamatori, con obiettivi comuni…
Credo sia questo lo scopo di una ASSOCIAZIONE…

Svegliamoci !

Io spedirò questo mio messaggio al  Presidente Nazionale ARI  Sartori ed al Vice Presidente  Zamboli..
Chi ci crede ancora faccia sentire la sua voce..

Alessandro Pochì IK8YFU
Presidente Sezione ARI Polistena (RC)

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